Learning center per migranti

Alimentazione come accesso all’educazione per 350 bambini

Finanziamento per una alimentazione completa e quotidiana a favore di figli di migranti birmani, all’interno di 4 learning center, nella Regione di Phang Nga (Thailandia). Il progetto, portato avanti in collaborazione con Iscos Onlus-Cisl, consta nella fornitura giornaliera di pasti completi per 350 bambini figli di migranti birmani. Fornisce continuità all’azione di sostegno di quattro learning center (scuole informali) attivati con l’associazione non profit Grassroots Human Rights Education (GHRE), nella provincia di Phang Nga, a partire dal luglio 2005.

Ai bambini che frequentano i learning center vengono impartite lezioni di storia, matematica e lingua birmana, thai e inglese, con l’apporto di madrelingua e insegnanti volontari. I bambini, inoltre, vengono seguiti da un’equipe medica che si occupa di verificare le condizioni di salute della popolazione scolastica e di sviluppare programmi di igiene e prevenzione.

La qualità del cibo e la frequenza dei bambini viene controllata settimanalmente da Anders Kjollerstrom, volontario svedese che, per l’occasione, collabora con Moses Onlus.

Contesto e Obbiettivi

I learning center interessati si trovano nella provincia di Phang Nga e sono situati nei villaggi di Pakarang, Ban Neing, Park Weep e Nam Khem. L’iniziativa di Moses Onlus interessa una comunità di migranti birmani che nella sola provincia di Phang Nga ammonterebbe a oltre 50.000 persone.

Il progetto ha consentito la continuità con le attività promosse e finanziate dall’Ambasciata Italiana nelle aree colpite dallo tsunami del 26 dicembre 2004 e ha avuto una durata di 4 mesi, dal settembre al dicembre 2006. Dopo tale periodo, verificata l’assenza di coperture finanziarie al sostegno dei learning center, Moses Onlus è intervenuta finanziando direttamente le attività.

Il “Piano di Sostegno” concordato fra GHRE e Moses Onlus si orienta verso il supporto di quelle fasce sociali strutturalmente marginali e sulle quali il maremoto ha avuto un impatto da un lato meno visibile, ma maggiormente penalizzante. I migranti birmani non “riconosciuti” nella prima fase post-emergenza come aventi diritto a forme di sostegno hanno pagato anche con la perdita del lavoro e di ogni supporto essenziale la tragedia del maremoto. I figli dei migranti risentono della scarsa integrazione, della non conoscenza della lingua locale e del basso tasso di alfabetizzazione della collettività a cui appartengono, senza contare le difficoltà economiche. I migranti provengono da una realtà politico-economica tra le più complicate del Sud Est Asiatico, caratterizzata da una grande povertà e dalla privazione quasi totale dei diritti umani dovuta a un regime militare  che da vent’anni porta avanti politiche fortemente repressive.

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